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| Galleria nazionale d`arte moderna |
La poetica inquieta di Cy Twombly
La Galleria nazionale d`arte moderna ospita, fino al 24 maggio, la prima grande retrospettiva di Cy Twombly a Roma.
di a cura della redazione
Roma - Una panoramica della produzione di Twombly che, pur toccando tutte le fasi della carriera dell'artista americano, si concentra su alcuni momenti cruciali e opere chiave. La mostra comprende sessanta fra dipinti (molti in più parti), sculture e lavori su carta, dell'artista americano, stabilitosi in Italia nel 1957. La mostra funziona 'a rebours': con un percorso espositivo che viaggia a ritroso nel tempo, proponendo al visitatore in primo luogo la conoscenza della produzione attuale di Twombly per arrivare poi alle sue prime opere.
Si inizia con opere che appartengono già al XXI secolo, come l'esemplare della serie 'Bacchus' del 2005, dipinta con il colore del vino e del sangue durante la guerra in Iraq, e alcune inedite sculture del 2009. Degli anni novanta risaltano le monumentali 'Quattro stagioni', in equilibrio fra segno e colore, del 1993-1995. Mai esposto prima è il gruppo di tre dipinti Untitled del 1985, eseguito a Bassano in Teverina e ispirato alla pittura veneziana del Settecento. Le sculture bianche, rielaborazioni di temi classici e funerari, dominano la produzione di Twombly dal 1976, mentre la dimensione mentale e la tavolozza virata sul grigio prevalgono in opere come il celebre 'Treatise on the Veil' (Trattato sul velo), presente nelle due versioni del 1968 e del 1970, o nella serie di dipinti dedicati a Ninì Pirandello, la moglie del gallerista Plinio De Martiis morta nel 1971.
I primi anni sessanta sono documentati da dipinti che evocano l'Italia e i suoi artisti, come 'The Italians' del 1961, 'School of Athens' dello stesso anno, che rimanda all'affresco di Raffaello, la serie 'Ferragosto' e 'The Second Voyage to Italy' (o la 'Caduta di Iperione') del1962. Ai grafismi si alternano grumi di colore vivido e materico, spremuto direttamente dal tubetto, e al recupero della fisicità corrisponde l'affondare nell'inconscio. Fra i dipinti eseguiti dopo il definitivo approdo in Italia nel 1957, compare quello appartenuto a Palma Bucarelli, che presentò la prima personale europea di Twombly alla Galleria La Tartaruga nel 1958.
Il percorso espositivo si conclude con un lavoro che risale agli anni di studio dell'artista presso il Black Mountain College, 'Min OE' (1951) nel quale, accanto all'influsso dei grandi contemporanei americani, soprattutto Franz Kline, si avverte già l'interesse per l'arte primitiva e arcaica, poi sviluppato, dopo il viaggio compiuto con Robert Rauschenberg in Italia e Marocco, in dipinti dei primi anni cinquanta quali 'Tiznit' e 'Ouarzazat' del 1953, e nelle sculture-feticcio eseguite con materiali di scarto.
La mostra, nata dalla collaborazione fra la Tate di Londra e la Galleria nazionale d'arte moderna, è curata da Nicholas Serota, con la collaborazione di Nicholas Cullinan.
Fonte: www.comune.roma.it
05 Marzo 2009 19:45:11
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